VIBRAZIONI

Non ritengo di avere alcuna particolare predisposizione al culto dell’esoterico o del paranormale.
Penso di poter dire che, rispetto alla media della mia famiglia di origine, già abbastanza coi piedi per terra, anche a vent’anni la sottoscritta dava orgogliosamente prova di discreto pragmatismo riferito ai fatti della vita.
All’epoca avrei detto che, al di là dei puri atti di fede che sono sempre possibili, io credevo a quello che potevo vedere e toccare con mano.
Oggi direi qualcosa di un po’ diverso, ma che penso semplicemente ampli l’orizzonte con altri vent’anni circa di vita vissuta, alti e bassi, buoni e cattivi, brutti e belli.
Oggi direi, senza alcuna ombra di dubbio, che credo solo a quello che SENTO. 
E il sentire non é ovviamente riferito all’udito, quanto alla intima percezione sensoriale che “qualcosa é così”.

Le mie giornate, le giornate di quasi tutti, credo, sono sempre infinitamente piene di “fare”. 
Nel mio piccolo, da questa mattina fino ad ora, ho, nell’ordine (e tralasciando la fase risveglio che voglio rimuovere): caricato una lavatrice, accompagnato il Patato al nido, fatto un po’ di spesa, minimamente riordinato la casa perché fosse presentabile, rifatto i letti, steso il bucato. 
Andata a trovare un’amica neo-mamma e fatto due chiacchiere con lei, rientrata a casa, preparato il pranzo per me, avviato la cena per la famiglia, dato un’occhiata a Twitter e all’email, curiosato un po’ nei blog. 
Pranzato, guardato il Tg e iniziato a scrivere questo post. 
Confesso che ora vorrei anche dormire un po’. 
Nonostante l’anno sabbatico e la ferma volontà di rallentare il rallentabile, spesso cedo al pragmatismo del “ho un sacco di cose da fare e prima le faccio e meglio é“. 

Tutta la divagazione é per dire che temo di non avere scampo nei confronti di una vita comunque segnata da concrete esigenze quotidiane da soddisfare, attività da pianificare, appuntamenti e scadenze.  
Obiettivi da realizzare, tipo cresce un figlio in più “sano” possibile.
Ma ogni tanto voglio concedermi il lusso di “sentire” come vanno le cose, per me e per gli altri, rifletterci un po’ su e scrivere poi qualche cavolata tipo questa.
Dove dico che oggi so, perché l’ho provato e sentito per tutta la vita sulla mia pelle, che esistono le “vibrazioni”.
Le chiamo così, ma potrei chiamarle anche in un modo diverso. Potrei definirle circostanze o situazioni che portano con sé qualcosa di bello, positivo e luminoso nella tua vita. O quelle che portano il brutto, il negativo e il buio.
Che arrivano, a volte neppure si capisce da dove, non invitate, eppure vive e presenti nella tua giornata. Qualcuno dice siano “contagiose”, perché il sole o il buio si propagano alla velocità della luce e inondano facilmente tutto ciò che incontrano sul loro cammino.
E poi ci sono le persone con le loro vibrazioni. Quelle che con la loro presenza, magari anche a distanza, risolvono la giornata storta, riconducono con una parola la tua vita sulla sua vera strada. E non serve altro.
Basta vederle, basta sentirle, a volte, addirittura, basta solo pensarle.
E funziona anche al contrario, chiaramente. Ed é meno bello per la propria salute.
Le “vibrazioni” sono così. Vere e prepotenti. 
Ma non certo frutto di un atto di fede. Quanto della capacità di ascoltare, osservare e percepire la realtà.

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2 pensieri su “VIBRAZIONI

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