MIO AMATO BIBERON

Leggevo recentemente che per tutelare la salute della bocca dei più piccoli é buona cosa ridurre ed eliminare al massimo entro i tre anni di vita (qualcuno, in realtà, consiglia anche prima!) l’utilizzo del ciuccio e del biberon. 
Ciò al fine di prevenire alcune malformazioni delle arcate dentarie che, nel tempo, possono portare a problemi di malocclusione rimediabili solo con i maledettissimi ed odiatissimi apparecchi.
Non voglio parlare ora del tema-ciuccio che, mio malgrado, sento come una piccola nota dolente.
Il Patato non ne ha mai fatto un utilizzo smodato, salvo in circostanze particolari tipo quando é malato, normalmente lo usa solo per dormire o in momenti di crisi acuta di stress o stanchezza. 
Ciò nonostante mi piacerebbe molto riuscire a toglierlo nel prossimo futuro, ma temo che il passo non sarà affatto facile.

Altra questione é quella relativa al biberon.
Secondo alcuni dentisti il suo utilizzo protratto nel tempo sarebbe ancora più dannoso di quello del ciuccio stesso, andando a modificare il tipo di deglutizione del bambino che, trascorsi i primi mesi di vita, dovrebbe evolversi secondo i “modelli” tipici di quella dell’adulto.
Effettivamente ho visto che al nido cercano di abituare il prima possibile i piccoli all’utilizzo del bicchiere, anche prima dell’anno di vita.
Mio figlio ormai ha superato i due anni e non ha oggettivi problemi nell’utilizzare bicchieri e tazze per bere l’acqua o il té. I problemi li ha spesso sua madre, visto che, per motivi non ben precisati, il piccolo terremoto frequentemente decide che ciò che rimane nel bicchiere debba necessariamente essere rovesciato a terra. E la cosa non é affatto simpatica. Ma tant’è.
Il problema resta quello del latte. Ancora oggi il latte del mattino e della sera viene bevuto, in grande relax, con il buon vecchio biberon. 

É praticamente certo che dovrei seriamente iniziare a pensare ad una “strategia d’uscita”, per arrivare alla tazza del buongiorno e della buonanotte.
C’è un tema di comodità, certamente. Ma non solo.
Sono portata a pensare che vi sia anche una forte componente affettiva. E non solo da parte del Patato, quanto anche da parte della mamma. 
Non essendo stato, purtroppo, allattato al seno, il biberon ne é sempre stato il (degno o non degno) sostituto. 
E ricordo ancora i primi giorni di mio figlio dopo il ritorno a casa dall’ospedale, il test a ripetizione di infinite marche e modelli di biberon e tettarelle. Quello di vetro e quello di plastica. La fondamentale valvola anti colica. E di aver, poi, finalmente trovato quello che sentivo migliore per lui (e per me).
E di non averlo mollato più, per oltre due anni. E non solo perché é effettivamente indistruttibile.

Ed é per questo motivo che quando, alcune settimane fa, mi é stato proposto di testare il nuovo biberon Avent Natural, istintivamente ho subito risposto di sì.
Pensando poi che, chiaramente, la tettarella super anatomica si testa di più con un neonato tra le braccia. 
Ma poi mi son anche detta che non importa e che va bene così. 
Perché il “vecchio” biberon Avent Classico ci ha accompagnati sin qui e ho pensato che poteva essere un bel modo di congedarsi (gradualmente, eh) dal suo onorato servizio provando il nuovo prodotto per un po’. 
Magari riuscendo a dare anche qualche suggerimento che possa essere utile per i piccoli di domani che, per i più diversi motivi, avranno bisogno del biberon, come alternativa o in alternanza al seno della mamma. 
E devo dire che, senza falsa modestia, noi un bel po’ di esperienza per dare un parere l’abbiamo sicuramente maturata!

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7 pensieri su “MIO AMATO BIBERON

  1. ecco, tu che sei esperta, trovami allora un bicchiere da mettere in borsa che non perda acqua. perchè io il biberon avent classico pure io lo mollerei, se non fosse che è l’unico che posso portarmi in giro senza far inzuppare tutto il contenuto della mia borsa. diamine! (e cmq i denti storti le verranno di sicuro, la mia ciuccio dipendente lo mollerà verso i diciotto anni l’amato compagno di bocca…9

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    • Ecco, questo é l’altro problema. Ultimamente ho visto che va di moda far imparare a bere dalle bottigliette. Mio figlio sino a poco tempo fa era negatissimo e l’esperimento assicurava una doccia ogni volta. Per l’acqua fuori casa io uso la tazza evolutiva che é “meno biberon” e non perde, ma certamente anche in questo caso si tratta sempre di ciucciare!!

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      • è vero… vedi che mi hai dato la soluzione?! oh giuro, non ci avevo pensato. nel frattempo mi è venuto in mente che lei beve anche di notte, con il biberon sul comodino… non ce la posso fare… ripeto ciuccio e a ‘sto punto biberon fino ai 18. :/

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      • A casa mia tazza magica anche di notte…il biberon é già da un po’ dedicato solo al latte. Ma, ripeto, sempre di ciucciare si tratta. Ovviamente non mi sogno neppure di rischiare l’allagamento del letto nel cuor della notte!
        E speriamo che i denti si salvino 🙂

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  2. Non chiedete consigli a noi: B, 5 anni la prossima domenica, si gusta ancora il biberon di latte (poco caldo, con miele, come da sua richiesta!) mattina e sera… Io sono convinta che non arriverà ai 18 anni col biberon… Prima o poi lo abbandoneremo!
    Il ciucio invece è stato barattato con una stazione dei treni brio al compimento del terzo anno: lo abbiamo portato in un negozio dove poteva comprare quello che voleva pagando con i suoi ciuci. Ha funzionato: mqi più chiesto!

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