E CHISSÀ TRA DIECI ANNI

Mio figlio é ormai dotato di una dentatura quasi completa, mancano all’appello solo i molari.
La situazione esige, quindi, una corretta e costante attività di igiene orale onde evitare spiacevoli e precoci incontri ravvicinati col dentista.
Avevamo iniziato abbastanza bene. Così, per gioco, anche quando i denti erano in realtà pochini e tutta la procedura praticamente una simulazione di quel che sarebbe stato poi, quando la dentatura avrebbe cominciato a richiedere adeguata manutenzione.
Il Patato che, prima di andare a dormire, sperimentava l’utilizzo del suo baby-spazzolino ad imitazione di mamma e papà. Che sembrava quasi ascoltare con interesse le indicazioni genitoriali: “Pulisci bene sopra e sotto, i dentini davanti e quelli in fondo…”
É durata poco. Sarà l’influsso dei Terrible Twos che oramai spopola come le foglie secche in autunno, ma ultimamente l’attività di pulizia dentale sembra diventata una maratona, una sfida all’ultimo sangue.
Avevamo iniziato col rifiuto dello spazzolino per bimbi, io mica sono piccolo!!! Voglio lo spazzolino uguale a quello che avete voi!
Dopo aver tentato di resistere qualche giorno, ed appurato che l’effetto era solo quello di un categorico rifiuto di lavare i denti se non con lo spazzino di papà (fulgido esempio di sopraffine regole igieniche!!!), abbiamo provveduto all’acquisto dello spazzolino “da grandi”.
Siamo poi passati alla richiesta di avere il dentifricio, se no non si apre neppure la bocca. E tu lì, a centellinare micro dosi del dentifricio 0-6 anni (quello insapore), che lo sciamannato mica riesce ancora a sputarlo con diligenza, e quindi quello che metti devi considerarlo allegramente ingoiato sino all’ultima minuscola particella.
Ogni sera i riti si moltiplicano. Voglio papà, che deve lavare i denti insieme a me. Poi voglio la mamma, pure lei impegnata nella medesima contemporanea attività. Deve vedermi la nonna (quando é a casa da noi). Lavo i denti (e si fa per dire) mentre corro come un pazzo avanti e indietro dalla camera al soggiorno. La porta del bagno deve essere chiusa, poi, no, meglio aperta. Devo sedermi sul coperchio del WC, ma no, forse é meglio se papà mi prende in braccio!
Ovviamente, in tutta questa frenesia, i denti non si lavano. Il fetentone si limita a succhiare lo spazzolino, massaggiandosi le labbra e poco di più.
É evidente che qualsiasi tentativo di intervento direttivo genitoriale sia destinato al più misero fallimento. “Dai, apri la bocca che la mamma ti aiuta un pochino”…. “Vieni da papà che puliamo bene i denti in fondo che se no ti vengono i buchi…”
Niente. Né con le buone, né con le cattive.
Il problema é che ogni tanto la mamma perde la pazienza. Che tanto paziente non lo é mai stata.
Per cui venerdì sera, dopo un quarto d’ora abbondante del solito teatrino, ha preso in braccio il pupo, gli ha in qualche modo fatto aprire cinque millimetri di bocca per infilare quel maledetto spazzolino.
Urla mai sentite. Come lo stessero scuoiando per fargli lo scalpo. Lacrime. Imprecazioni in bambinese. Rischio di un intervento d’ufficio del telefono azzurro.
Fuga dal bagno, gridando a squarciagola “Papà, papà, papà….” (e ti pareva)….”Andare viaaaa IOOOOO”!!!!! Andare viaaaa IOOOOO”!!!!!
Ma come andare via?! E dove vorresti andare?!!!?
Dirigendosi verso la porta d’ingresso e arrampicandosi nel tentativo di arrivare alla maniglia “Andare viaaaaaa!!! Andare viaaaa!!!!”
Signori, la creatura ha DUE anni. Non so come arriviamo ai dodici.

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2 pensieri su “E CHISSÀ TRA DIECI ANNI

  1. Noi ai dodici non ci siamo ancora arrivati, siamo solo a nove, ma…il lavaggio dei denti viene considerato un lavoro, e usato di solito come merce di scambio: mamma se stasera ti aiuto a sparecchiare/metto a posto la cameretta posso saltare i denti?
    Oppure: mamma sono stanca dopo tutti questi compiti, stasera salto i denti.
    O anche: M, hai lavato i denti? Sì mamma! Ma quando? Ieri!
    Il dentifricio alla frutta è da piccoli, quello alla menta è troppo forte, quello alle erbe fa venire il vomito….
    Quando si avvicina il giorno del dentista provo a ricordarle che arriverà sicuramente il cazziatone anche da lui, risposta: allora oggi e domani li salto, e li lavo benissimo il giorno x. Naaaaaa!
    Nonostante tutto questo… non è mai (non è ancora?) scappata di casa :)!

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