LA VITA REALE

Inutile nascondere che non tutti coloro che mi sono vicini approvano o condividono la mia scelta dell’anno sabbatico. Per ragioni di età, mentalità, esperienze di vita, preoccupazioni più o meno giustificate sul mio futuro al termine di questo periodo.
Una delle obiezioni più frequenti a questa mia decisione suona più o meno così: in questi mesi io sto vivendo fuori dal mondo reale, priva di veri contatti con gli altri, dove gli altri sarebbero poi quelli che fanno un lavoro “normale”. Quelli che ogni giorno si alzano, vengono scaraventati in un qualche mezzo di trasporto che li recapita in ufficio e dove rimangono chiusi fino al momento in cui e’ (tra poco!) buio e giunge l’ora del percorso contrario. Per poi arrivare a casa, riordinare e lavarsi, cenare, sistemare in qualche modo gli eventuali figli e, finalmente, mettersi a letto. Per molti questa e’ la vita reale. Non ne esiste altra per anni.
In questi giorni mi e’ capitato di parlare con un’amica che mi diceva di aver trascorso qualche ora a leggere alcuni post del mio blog, definendoli “molto interessanti”. Interessante e’ stata una parola che mi ha incuriosito parecchio. Perche’ proprio “interessanti”, le ho chiesto? La risposta e’ stata di quelle illuminanti, nel senso che, improvvisamente, fanno scoprire ai tuoi occhi qualcosa che da tempo e’ già li’, dentro di te, ma che non si e’ ancora razionalmente manifestato in tutta la sua completezza: “PERCHE’ PARLI DELLA VITA REALE”.
Potremmo discutere ore o giorni del reale effetto del lavoro tradizionale nella vita di molte persone. Non voglio scrivere leggi assolute, lungi da me. Ci sono casi di lavori interessanti, appaganti e gratificanti che sono davvero quei mezzi di realizzazione di se’ che, in teoria, corrispondono al vecchio proverbio “il lavoro nobilita l’uomo”. Ma non e’ questo il momento o lo scopo.
Ma forse la vita reale non e’ proprio quella fatta di continue rincorse, attività pressanti e stressanti, a tratti confuse e senza senso, portate avanti in ambienti spesso ostili e sicuramente non a misura d’uomo. Forse, la vita reale e’ qualcosa che ha più a che fare con le voci che ti raccontano un parto, con bambini che nascono e crescono sotto i tuoi occhi, occhi che hanno tempo di guardarli (e ammirarli). Di passi nel vento e nel sole, di lavatrici e bucato steso nell’aria. Di cibo che prende forma nelle tue mani, di pane comprato al mattino quando e’ tutt’uno col profumo del forno. Di pensieri che nascono liberi e possono trasformarsi in parole, parole solo tue o da condividere col mondo.

Mentre scrivevo questo post mi e’ tornata in mente una bellissima poesia di Erri De Luca che, così, per assonanza, spesso viene a salutare i miei pensieri.

VALORE
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello
che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto
(Erri De Luca)

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3 pensieri su “LA VITA REALE

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