E TI PAREVA…

Va bene, con il post di mercoledì me la sono proprio cercata. Visto che, come e’ noto da tempo immemorabile, la sfiga ci vede benissimo.
Inizio di inserimento-bis al nido al mattino, febbre al pomeriggio. Meglio di così! Davvero l’inserimento più breve della storia, quasi mi vergognavo a chiamare l’asilo per avvertire che il Patato era già ko e che quindi il proseguimento delle attività sarebbe stato da riprogrammare. Ma li’ probabilmente sono abituati a sentirne di ogni.
La febbre per fortuna non e’ stata elevata ed e’ durata poco, giusto 24 ore. Sono pero’ comparsi sui palmi delle mani alcuni puntini rossi e qualche piccola bolla. Situazione sufficiente per una rapida telefonata alla pediatra e successivo giro in ambulatorio per la conferma dell’ipotesi di diagnosi: sindrome mano-bocca-piede. Malattia virale abbastanza “nuova”, sembra. Fino a tempi molto recenti io non ne avevo mai sentito parlare e tutt’ora molte persone, anche con prole, non la conoscono. Si tratta di una patologia tipica dell’età pediatrica, normalmente benigna, che si risolve spontaneamente in pochi giorni, ed e’ appunto caratterizzata da un esantema che compare prevalentemente sui palmi di mani e piedi e all’interno della bocca e in gola. Spesso e’ accompagnata da febbre non particolarmente alta. Provoca ovviamente stanchezza, malessere difffuso e inappetenza, anche a causa della difficoltà di deglutire determinata dalla presenza delle bollicine (simili ad afte) nel cavo orale. Non esistono terapie specifiche, solo gli antipiretici, qualora necessari per l’intensità della febbre, e un prodotto emolliente e lenitivo per il fastidio in bocca, tipo quelli a base di aloe vera. Per il corpo e’ consigliabile il bagnetto in acqua tiepida con l’amido di riso, evitando prodotti schiumogeni per non irritare ulteriormente la pelle.
Pur essendo inconsciamente preparata (no, rettifico, RASSEGNATA) ad affrontare nuovi lunghi mesi di acciacchi infantili, confesso che contavo sull’effetto estate ancora per qualche giorno. Almeno per il tempo minimo richiesto a terminare l’inserimento come dio comanda. Si vede che così non era scritto. E come spesso mi trovo a pensare quando ho per le mani la creatura febbricitante, meno male che sono in anno sabbatico e, almeno, non ho il problema di aggiungere stress a stress, dovendo giustificare il prolungamento della mia assenza dal lavoro per sopravvenute complicazioni nell’inserimento al nido. Il rovescio della medaglia e’ quello che tutte le madri (o per lo meno quelle con figli-non-super-resistenti a virus & co.) possono facilmente immaginare, senza che io debba aggiungere altro.
Speriamo solo che la prossima settimana sia quella buona.

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6 pensieri su “E TI PAREVA…

  1. Cara Carlotta, tieni duro…all’inizio è così. Quando lo dicevano a me, due anni fa, pensavo “dai, non portatemi sfortuna”, e invece le prime settimane va praticamente a tutti in questo modo.
    Ma poi migliora, giuro!
    Ciao!
    Vale.

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      • Ciao! Sino ad ora non mi è capitato di dover comprare l’amido da bagno qui a Zurigo, sono partita con notevole scorte dall’Italia di parecchie cose 😉 Direi comunque che, se lo usano anche da queste parti (cosa niente affatto scontata), dovrebbe essere reperibile in farmacia o drogheria

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      • Grazie per la risposta. Infatti temo non Lo usino perché mi guardano con gli occhi stralunati ogni volta che lo chiedo. Devo ancora provare in drogheria.
        Sempre tutto molto più complicato qui…

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      • Eh sì, infatti a me è capitato recentemente con l’apparecchio per l’aerosol che poi mi sono fatta mandare dall’Italia. Qui lo usano solo gli anziani ammalati e lo fornisce l’ospedale….

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