UN NUOVO INIZIO

Oggi il Patato ha ricominciato l’avventura dell’asilo nido. Per fortuna in un nuovo asilo nido, visto che l’esperienza dello scorso anno scolastico non era purtroppo stata molto positiva, da diversi punti di vista.
Sono una convinta sostenitrice del valore educativo del nido dopo l’anno di vita dei bimbi. Credo che, salvo situazioni particolari, dopo un necessario e inevitabile periodo di adattamento alla nuova realtà, i benefici in termini di crescita e socializzazione dei piccoli siano notevoli. Così per mio figlio era stata coerentemente presa questa decisione, a partire da settembre dell’anno scorso. Sfortunatamente, la struttura che avevamo scelto per lui non aveva offerto nessuna possibilità di inserimento immediato ed eravamo stati costretti a ripiegare su un’altra soluzione, che tenesse conto inevitabilmente delle esigenze, anche logistiche, di due genitori lavoratori, totalmente privi di appoggi familiari nella città di residenza.
Era stata la classica “scelta obbligata”, l’alternativa sarebbe stata quella di lasciare il Patato in mezzo a una strada, o “spedirlo” dai nonni a tempo indeterminato, senza possibilità per mamma e papà di vederlo durante tutta la settimana. L’altra alternativa sarebbe stata che la mamma rinunciasse al lavoro per un altro anno (cosa che, col senno di poi, sarebbe forse stata la migliore, ma come si dice, col senno di poi siamo tutti bravissimi).
Così, la sorte ci aveva riservato un nido sostanzialmente “non scelto”, che non convinceva specialmente me, che ad una prima impressione “di pancia” non avevo avuto sensazioni granché positive. E infatti.
Nonostante il mio “Patato ruffiano” si fosse abituato senza grandi problemi al nuovo ambiente e ai nuovi ritmi (almeno in apparenza), i mesi successivi si erano dimostrati non proprio facilissimi, tra continue malattie, digiuni più o meno prolungati e relazioni a dir poco freddine con la responsabile di un asilo che, in verità, sembrava somigliare più ad un collegio dell’epoca sovietica che ad un luogo di accoglienza di creature in fasce.
A mente fredda e a distanza di anno confesso di non aver vissuto la situazione molto bene. Facevo fatica a tenere sotto controllo la convinzione istintiva che non fosse il posto adatto a mio figlio e, contemporaneamente, sentendomi spesso in colpa, mi trovavo impossibilitata a valide alternative che non prevedessero scelte radicali e improvvise. E infatti. Come poi e’ finita, con l’anno sabbatico e tutto il resto, ora lo sappiamo.
La ruota della fortuna pare ora aver girato nel verso giusto. Il nido che era stato la nostra prima scelta ha potuto accogliere qualche bimbo rimasto escluso lo scorso anno. E si ricomincia. Un nuovo inserimento, nuove educatrici, nuovi piccoli compagni. Con tanto spazio, tanti giochi intelligenti, non solo comprati dalle grandi case produttrici, ma creati per lasciare spazio all’immaginazione, e non solo di plastica. Un cucina interna che possa tener conto di tutte le esigenze alimentari degli ospiti e, soprattutto, tante persone rilassate e sorridenti, che sembrano sapere bene che il loro principale lavoro e’ far sentire a casa, accolti e protetti, bambini e genitori. Che una sana relazione coi bimbi non si può costruire senza prima aver investito in quella con mamma e papà.
Stamattina siamo rimasti poco più di un’ora, domani sarà un po’ di più. Piano, piano, un nuovo inizio. Sperando che stavolta vada tutto davvero bene. E con la grande speranza che, a ‘sto giro, la creatura si ammali anche un po’ meno!

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