IL PATATO E MR. HYDE

Da tempo avrei dovuto essere più attenta e rigorosa, come si converrebbe ad una buona madre, e accorgermi che nella testolina di mio figlio si stavano rivelando strane presenze.
E’ un bambino vivace, ok. Questo da sempre. E non e’ che abbia mai ascoltato con pazienza e rispetto filiale le vane parole dei suoi genitori. Stare fermo e’ sempre stato un discreto problema, di qualsiasi posizione si parli. Esprimendosi ancora in lingua prevalentemente neonatese, l’effetto tsunami verbale non si e’ del tutto manifestato, ma seriamente temo il giorno non lontano in cui tutto il vocabolario comparirà, come per magia, nella sua boccuccia di Patato.
Il fatto e’ che da alcuni giorni noto comportamenti un pochino allarmanti, tipo il distribuire sberle alla mamma, emettere ululati da licantropo se contraddetto in qualche sua determinazione, lanciarsi in tuffi kamikaze da altezze preoccupanti. O avventarsi sui compagni di gioco, rei di avere per le mani qualcosa di davvero irresistibile ai suoi occhi.
E pensare che, per qualche momento, avevo cullato l’illusione che la crescita fosse arrivata al punto in cui ci fosse finalmemte consentito cominciare a ragionare – e negoziare – insieme, aprendoci così la strada ad un luminoso ed armonioso futuro familiare.
Illusioni, appunto. Ma chi era allora quell’angioletto-occhi-blu che ogni tanto arrivava di corsa ad abbracciare la mamma? Che le si metteva accanto sul divano, rubandole dalle mani l’ultimo numero di Vanity, per sfogliare le pagine con piglio da professionista, esclamando “mamma” e “papa’” ad ogni visione di modella/o gli capitasse davanti? Lo stesso che poi si sedeva serafico, piccolo omino in miniatura, a guardare i suoi libri colorati con profonda concentrazione, ripetendo il pezzo di storia imparato il giorno prima?
Deve essersi nascosto da qualche parte, in quel nanetto che ora dorme nel suo lettino nella posizione di Superman al decollo.

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2 pensieri su “IL PATATO E MR. HYDE

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