GIORNI SENZA, GIORNI CON

Strani giorni senza mio figlio che gira per casa, che lancia urli da tarzan, che si appende come una scimmia a tutto quello che trova, che vandalizza inspiegabilmente i giochi più belli.
Lunghe ore senza capricci, che di questi tempi sono, ahimè, la regola e non l’eccezione.
Giorni senza tabelle di marcia serrate, orari per nanna, pappa e merenda. Gioco, altalena e bagnetto. Menù da ristorante per il piccolo sovrano di casa.
Notti senza risvegli forzati alle tre, sogni sudati e inspiegabili lamenti.
Notti di spontanei risvegli alle tre, di sogni strani, di zanzare nelle orecchie, di due passi in bagno. E di sguardi inevitabili al lettino senza di lui.
Giorni con un tempo che sembra tornato sorprendentemente abbondante.
Con silenzio di libri arretrati, con incontri di amici parcheggiati per secoli in un angolino della memoria, che tanto non riusciamo mai a vederci.
Con dialoghi tra coniugi di ritrovato senso compiuto, con un occhio alla TV, un orecchio alle notizie del mondo.
Giorni e notti con nostalgia dei suoi occhioni blu, dei suoi piedini-fotocopia di quelli di papà, del suo profumo di bimbo appiccicoso e sudato.
Serate con sorprendenti rivelazioni “ma come, e’ quasi mezzanotte e riusciamo ancora a star qui a parlare!?”
Non si può piu’ riempire ciò che e’ già troppo pieno.
Non e’ possibile creare il nuovo senza aver prima lasciato spazio perche’ qualcosa accada.
Le energie migliori nascono dal vuoto.
Il prossimo giorno con lui nasce da un giorno senza di lui.

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