UN SOTTILE EQUILIBRIO

E’ un gioco di continui, sottili equilibri il lavoro di madre. Anche quello di figlio, ma questo ancora lui non lo sa.
Una partita infinita, aperta ogni giorno allo spuntar del sole e solo sospesa al calare della sera, in attesa di un nuovo domani.
E’ accettare continui dubbi, tentativi, successi ed errori. E’ sentirsi, qualche volta, sollevate per un passo avanti nella propria maturità, in una consapevolezza acquistata e mai definitiva. E’ vivere i frequenti scivoloni, i passi indietro da gambero spaventato. Senza mai darsi per vinte, senza arrendersi all’evidenza di un compito che, a dispetto di tutto l’impegno possibile, non sarà mai perfetto.
Ho giorni di interrogativi sulla mia vita di madre. Spesso penso di stare sbagliando più del consentito. Me lo sono cercata un figlio così. Mi sono augurata per i nove lunghi mesi che nascesse forte, spirito libero ed indipendente, oltre che naturalmente sano. Che sapesse andare incontro (e anche contro, se del caso) alla vita. Accontentata in pieno. Meglio di così sarebbe stato impossibile. Mi hanno recapitato un leoncino cocciuto e orgoglioso. Che non si arrende davanti a niente, neppure a sua madre.
Ed e’ un continuo dilemma. Ognuno e’ se stesso, mi dico continuamente, e come tale va accettato e rispettato. Magari smussando un po’ gli spigoli peggiori, che forse due anni sono pochi per sapere da soli cosa e’ giusto fare. Difficile trovare l’equilibrio, capire e sapere fin dove e’ buona cosa forzare la mano e dove invece lasciar fare alla vita.
Il principio e’ chiarissimo, l’attuazione diabolica. Schiere di Tate SOS temo non risolverebbero appieno il dubbio esistenziale, ognuno la pensa a suo modo e ciò che a me pare sacrosanto può non esserlo per altri.
Ma mi piacerebbe un aiuto, giusto così, per sapere di non aver proprio perso la bussola nel mare in burrasca.

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2 pensieri su “UN SOTTILE EQUILIBRIO

  1. Carlotta, chapeaux! Emani forza con questa tua scelta e con lo stesso profilo che hai condiviso in questo tuo blog. Una forza di cui tuo figlio si nutrirà e che ti sfiderà ogni giorno a rigarantirgli.
    Io, “manager” anche dei miei tre gemelli, posso solo dirti che è tutto un do ut des: loro ci ricaricano di energie straordinarie, noi gli doniamo la vita, nel senso che quotidianamente siamo chiamate a filtrargli le priorità, a distillargli dei valori e dei principi, a correggerci in corsa e testarci su nuove dimensioni.
    Personalmente ho sempre creduto che la qualità sia fondamentale. Insieme alla nostra centratura, ovvero alla nostra capacità di dire un no su qualcosa di veramente importante (o pericoloso) e vari sì per piccoli capricci che non rovineranno mai un’impostazione ma forse solo una fase della vita.
    Tieni duro: cosa sia giusto fare non l’ha ancora definito nessuno ma veder crescere figli sani, indipendenti e sorridenti è uno dei più bei risultati cui noi mamme possiamo aspirare.

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    • Ciao Margherita, ti ringrazio per l’incoraggiamento e le parole di supporto! Come penso capirai bene, avendo ben 3 figli (e gemelli!!!) a volte tutto sembra molto semplice e chiaro, altre volte proprio tutto il contrario 🙂 Mi auguro davvero di essere sulla buona strada… grazie!

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