CICALE

Il mio primo incontro con le cicale risale ormai a parecchi anni fa. Frequentavo il primo anno delle elementari e, non ricordo più in quale momento dell’anno scolastico, venne organizzata una rappresentazione della favola “la cicala e la formica”. Erano stati creati bellissimi costumi in cartapesta, da indossare per l’interpretazione delle due protagoniste. Era scattata immediatamente la competizione per aggiudicarsi la parte, soprattutto perche’ i costumi erano bellissimi, almeno ai nostri occhi di bimbe seienni. Non so più chi interpreto’ la cicala, chi la formica, ne’ come andò la recita. Ricordo, pero’, molto bene la storia che ho avuto modo di “ripassare” di recente, in quanto contenuta in un bellissimo librone di favole classiche che due amiche hanno regalato a mio figlio quando e’ nato.
In queste settimane di luglio vado a riprendere il Patato al nido alle 12.30, lo porto a casa per il sonnellino, così da evitare ad entrambi la canicola delle ore più calde. Attraversando i giardini nelle giornate di bel tempo, complice il silenzio estivo della città, le cicale impongono il suono della loro presenza. Spesso le sento anche da casa, nel tempo della siesta pomeridiana. Sono per me il suono dell’estate, svelano ricordi di vacanze, di calure mitigate dal verde della pineta. Ok, a volte rompono anche un po’ le scatole, che se ne stessero zitte qualche secondo.
Ma a me stanno tanto simpatiche. Sara’ che in questi giorni ho la casa invasa dalle formiche, le efficientissime formiche impegnate sino allo sfinimento a fare provviste per l’inverno. Sara’ che in questi mesi la componente ‘anti’ della mia personalità sta un po’ prendendo il sopravvento. Adesso lo posso confessare. Anche a sei anni io facevo il tifo per lei, anche se non lo dicevo. Mica si poteva, a quei tempi, andare contro la morale delle storia. Prendere le parti di quella scellerata senza testa che finisce morta di fame per la sua incapacità di essere previdente e lungimirante (e anche perche’ quella str…della formica non si degna di allungarle una briciola…ma questa e’ ancora un’altra storia 🙂 ) non era socialmente consentito.
In realtà forse non e’ consentito neanche adesso. Mentre sto scrivendo il post, i due neuroni ancora funzionanti operano strani collegamenti con le incombenti notizie di economia e finanza. Sarà. Ma dato che mi sto avvicinando ai quaranta, posso anche fregarmene un po’ del politically correct.
Io ho sempre fatto il tifo per la cicala. Almeno se la gode e, forse, crepa pure felice.
La formica finirà comunque nell’inferno, avendo negato persino una briciola ad un essere morente.
E si sa che niente e’ peggio dell’inferno.

P.s. Se qualcuno fosse a conoscenza di un EFFICACE rimedio naturale contro le formiche in appartamento, comunicarlo, please. Che col mostriciattolo in giro non posso certo iniziare a spargere pesticidi!

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3 pensieri su “CICALE

  1. Cara Carlotta, per le formiche fai così: spremi un limone sulla loro via. Succo di limone, molte muoiono (triste, ma utile), tutte le altre si disperdono e se ne vanno. Eventualmente ripeti l’operazione per un paio di giorni.
    Le formiche seguono una traccia olfattiva (o una cosa così), il limone le confonde completamente. 100% naturale, a prova di bimbo. Unico inconveniente: impiastricci un po’ il pavimento, ma il limone non macchia, tranquilla 😉

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  2. sarà giusta la formica, o così ci insegnano appunto, ma a un certo punto bisognerebbe imparare a vivere un po’ più da cicala. in fondo tutta la storia del carpe diem è più da cicala che da formica, no? del doman non v’è certezza, impariamo a spassarcela. mi pare che la poesia dicesse così! 😉

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