UN SABATO SERA

Inutile ricordarlo a tutti i genitori di figli piccoletti che, anche nella più rosea delle ipotesi, i sabato sera non sono più quelli di una volta. Neppure nel caso in cui, pure nella tua vita precedente, non e’ che fossi proprio una nottambula, che passassi inderogabilmente le serate tra happy hour, cene fuori casa e discoteca. Anche se a volte era solo una pizza, un film, una serata e due chiacchiere con amici o una passeggiata, il sabato sera era “una cosa diversa”.
Da quando e’ nato il Patato questo elemento distintivo settimanale si e’ inevitabilmente assottigliato, sino ad appiattirsi spesso sui ritmi di tutte le altre serate casalinghe, salvo le circostanze di visita ad altri amici con figli piccoli che, allora, con qualche aggiustamento di modi e tempi, possono produrre qualcosa di buono.
Sabato scorso, per la prima volta in due anni, abbiamo ricevuto un invito a cena da amici di famiglia di mio marito, esteso a tutti, pargolo incluso. Senza pensarci troppo e, forse, con eccessiva dose di ottimismo genitoriale, abbiamo accettato senza problemi.
Senza dilungarmi nella cronaca della serata, e’ sufficiente qualche piccolo dettaglio. Coppia di ultra-cinquantenni, abitanti in un attico acquistato di recente, costato mesi in ristrutturazione radicale. Pavimento in parquet scuro e marmo in tutta la casa, mobili e arredi di design da pagina di AD. Salone immenso, con divano in pelle color glicine, attrezzature elettroniche, cristalli e porcellane in ogni dove. Specchi alle pareti ad altezza uomo. Terrazza perimetrale all’edificio con vista sulla citta’, specchio di due metri anche li’. Esattamente la casa ideale dove portare mio figlio. La materializzazione del peggiore incubo del genitore. Come si muove – e accidenti quanto si muove!- questo rompe, sporca, vandalizza tutto quello che incontra sul cammino dei piedini numero 22. E’ riuscito anche a mangiare qualcosa mio figlio, cosa rara quando e’ fuori ambiente. Peccato che abbia anche rapidamente raggiunto il livello di sfinimento psico-fisico del duenne, la cui conseguenza, nel caso specifico, e’ una sfrenata escalation dell’iperattività che, a sua volta, alimenta lo sfinimento, e così avanti, salvo che non si trovi un modo furbo per porre presto rimedio alla cosa. Mio marito ha eroicamente impiegato almeno tre quarti d’ora per provare ad addormentarlo, dopo aver sperato nel miracolo della buonanotte grazie al canonico biberon di latte. C’è anche riuscito, alla fine, nonostante la sauna dei trenta grandi, andando su e giù all’infinito con lui in braccio, e meno male che pesa poco.
Sembrava fatta, il peggio passato. Arrivato il momento di godersi in pace almeno parte della cena. Peccato che tuo figlio stia dormendo su un divano, chiaramente senza sponde di protezione, che sia fradicio di sudore e che ogni due per tre lanci urla nel sonno come se lo stessero torturando. Peccato che tu, a quel punto, abbia il solo desiderio di buttarti in un letto dopo un bel bagno rinfrescante, che i trenta e passa gradi ci sono anche per te e la doccia fatta prima di uscire ormai e’ preistoria. Peccato che quando, finalmente, diosialodato, all’una e mezza di notte, riesci a schiodarti di li’, cercando di infagottare la creatura alla belle meglio per evitargli la polmonite, che nel frattempo c’è stato il temporale, quella si sveglia beata e saltellante, pronta per un nuovo round di giochiamo tutti insieme. Peccato che tu debba impiegare un quarto d’ora per riuscire a percorrere il metro e mezzo che separa la porta di uscita dall’ascensore che, guarda caso, un pipistrello, poverino, si e’ infilato nel vano scala e non riesce più ad uscire. E lo sai benissimo che tutte le storie sui pipistrelli sono leggende metropolitane, inventate per accanirsi su povere creature non proprio baciate dalla fortuna della bellezza, ma, in quel momento, vorresti decisamente evitare di essere la prova vivente di una drammatica smentita delle tue convinzioni.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...