NONNI BABY SITTER? SI’, NO, FORSE

La spiaggia continua a pullulare di nonni, con nipoti di un po’ tutte le età. Sembra ancora una volta confermata la regola per cui l’organizzazione della maggioranza delle famiglie italiane regga in qualche modo grazie alla loro presenza e alla totale disponibilità ad accudire i propri discendenti full-time, manco fosse un secondo lavoro dopo la meritata pensione.
Io non ho avuto il problema di scegliere se affidare mio figlio a nonni o ad altri, considerando il fatto che il parente più prossimo non risulta rintracciabile se non ad una cinquantina di chilometri di distanza. Al momento di piazzare il Patato in mani diverse da quelle genitoriali, non ci sono, quindi, state altre opzioni se non quelle di Tata e asilo nido. Con tutti i problemi, pro e contro, che ciò comporta, dalla scelta di una persona/struttura idonea, alla necessita’ di instaurare con il “soggetto estraneo” rapporti di fiducia.
Ciò nonostante, anche osservando esperienze di altre famiglie che, invece, hanno avuto la possibilità di lasciare full time la prole a genitori e suoceri, mi e’ capitato di farmi qualche domanda sulla effettiva opportunità di questa scelta.
Qualcuno, giustamente, mi dirà che non sempre di scelta si tratta, quanto dell’unica opzione reale che permetta di tenere in equilibrio il bilancio familiare. Punto.
Ma, in altre circostanze, a me l’interrogativo nasce spontaneo.
E, ovviamente, non sto parlando del contributo affettivo dei nonni nei confronti dei nipotini, cosa chiaramente al di fuori di qualsiasi discussione e di primaria importanza. Sto parlando di tutta quella serie di impegni, attività, stimoli, ENERGIE che inevitabilmente sono necessari per la gestione di creature neonate e fino ai primissimi anni di vita. Da un certo punto in avanti, probabilmente, le cose cambiano e anche la routine con le piccole pesti potrebbe diventare un po’ più “tranquilla” e stanziale. Ma prima…
Qualche settimana fa ero ai giardinetti col Patato che, seduto in beatitudine sulla sua altalena, mi lasciava qualche istante di tempo per darmi un’occhiata intorno. Ed ecco che compare un signore di mezza età con la nipotina nel passeggino. La bimba avrà avuto circa un anno, già si reggeva sulle sue gambine incerte e mostrava l’impaziente, tipica curiosità di esplorazione del mondo circostante, indicando insistentemente alcuni motorini colorati parcheggiati li’ vicino da un gruppetto di ragazzi. Nel tempo in cui sono rimasta li’, le uniche frasi sentite pronunciare dal nonno, tipo mantra a ripetizione, sono state: “Tu sei piccolina, puoi restare solo sull’altalena…Tu piccolina sei, la moto te la compra papà quando cresci…”
Ovviamente la bimba E’ PICCOLINA, e un giro in moto non sembra consigliato, così pure il bungee jumping e altri sport estremi, ma quanto a stimoli mi e’ venuto da pensare che ci fosse qualcosa su cui riflettere.
Spesso mi e’ capitato di vedere nipoti che sembrano “portare a spasso i nonni”, quando dovrebbe ben essere il contrario. E questa cosa, confesso, un po’ mi disturba.
Voi che ne pensate? Io attendo le reazioni di sdegno dell’ASSOCIAZIONE NONNI D’ITALIA 🙂

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9 pensieri su “NONNI BABY SITTER? SI’, NO, FORSE

  1. Il tema è di sicuro molto interessante e, a mio parere, frutto di grandi riflessioni soprattutto per chi, come me, ha la fortuna di avere invece i genitori vicino e quindi si deve necessariamente interrogare su quale sia la scelta migliore tra nonni e baby sitter. Condivido pienamente quanto dici a proposito della scena vista al parco, a difesa dei nonni potrei però argomentare che, sempre al parco, mi è capitato di assistere a diversi episodi in cui bambini di svariate età cercavano di comunicare con baby sitter che a malapena conoscevano 30 parole di italiano e fativano molto a metterle infila, oppure casi di bambini affidati alle cure della famosa “tata” e lasciati in realtà vagare soli nel parco, mentre lei passava ore al cellulare.
    Credo non esista una scelta ottimale se non quella di affidare proprio figlio a qualcuno che abbia veramente a cuore la sua crescita e, quindi, accolga i suoi tentativi di relazione e sia una valida “spalla” nella scoperta del mondo esterno. Il tutto condito con tanto amore e tanta pazienza!

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    • Condivido pienamente la tua conclusione. Ovviamente ci sono nonni in gamba, per età, condizioni di salute, voglia di mettersi in gioco e “operatori specializzati” terrificanti nei fatti. Io avevo avuto la grande fortuna di trovare una persona, a cui affidare mio figlio di sette mesi, che non mi aveva mai fatto rimpiangere, neppure per un attimo, di non averlo potuto lasciare ai nonni.

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  2. ciao Carlotta, sono Monica della redazione di Style.it e seguo il canale mamma. Volevo segnalarti che questo post è attualmente in home page del canale, nel carousel di apertura. E anche che il tuo blog è stato aggiunto nel box delle Style Blogger nella colonna di destra. Buona giornata 😀

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  3. stavo iniziando a scrivere un commento lunghissimo. poi l’ho cancellato. è troppo lungo. in breve: viva i nonni se ci sono e se collaborano, se aiutano. il rapporto nonni nipoti è qualcosa di speciale e lo sto scoprendo ora perché io non l’ho avuto. L’importante è non mollare i figli. Non farli accudire solo dai nonni, dalla tata, dall’asilo. L’imporatnte è che la mamma ci sia (il papà ci sia) e abbia voglia di esserci. A volte non si può. Ma se si può… Poi sì all’aiuto. Ai rapporti esterni al nucleo. Ma stiamo con loro. Perché ogni tanto mi sembra di sentire che si è più leggeri quando si mollano. E comunque, meglio un nonno che una tata al telefono con i suoi parenti lontani (perché nel mio di parco questo si vede, magari ci fossero i nonni!) 😉

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    • Ciao Silvia, perfettamente d’accordo con te sul “non mollare i figli”, talmente d’accordo da prendere una decisione un po’ “forte”, passami il termine, come quella dell’anno sabbatico. Essendomi resa conto che, in un certo momento e per diversi motivi, non riuscivo a gestire le cose come avrei desiderato, ho scelto prima di tutto mio figlio e me stessa , con tutto ciò che questo salto nel buio potrebbe comportare per il mio futuro. Che, alla fine, in questo momento io di certezze mica ne ho tante, una delle sole e’ che mi sto divertendo tanto col mio blog 🙂

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      • be’, forte sicuramente. anche io ho scelto di “cambiare”. ma son libera professionista, è diverso.da quando è nata lei ho scelto di lavorare mezza giornata (e le sere) facendo tutto quello che facevo prima e anche di più nella metà del tempo. Sono divisa a metà, ma almeno ho una metà tutta per lei, tra poco loro, e sono contenta di non doverci rinunciare. il futuro è incerto, sì. Ma almeno crescono con noi, no? 🙂 dai, il blog ti diverte ma piace anche, se no nella colonnina di destra mica ci finivi! 😀

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  4. I nonni sono fantastici perchè non sostituiscono il genitore ma ti amano e questo li rende speciali. I bambini che vivono i nonni sono fortunati perchè i genitori amano senza pudore mentre spesso i nonni sono un po’ arruginiti e grazie ai loro nipoti riscoprono la fisicità dell’amore… quindi il bambino acquisisce autostima perchè umanizza il nonno e impara quanto sia bello farsi amare di un amore diverso! Impara che l’amore si moltiplica all’infinito e non si divide mai!Io non ho più i miei nonni ma li porto sempre nel cuore. Se lo desiderano perché impedirgli di stare con i bambini? Ma con rispetto: hanno diritto ai loro spazi e non dobbiamo approfittare della loro disponibilità incondizionata ! Comunque il genitore è sempre il generale… non rendiamo i nonni antipatici e lasciamogli il compito di complici dei nostri figli: sicuramente rischieranno molto di meno di fare errori… l’importante è non mollare i nonni e cercare di fare famiglia e di avere dei momenti in cui ci fermiamo e ci raccontiamo la vita. La casa non è un albergo e i nonni non sono un parcheggio; la famiglia dovrebbe essere a misura d’uomo e non di robot!

    PS Non sono sposata e non ho figli ma ho amato i miei nonni!

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    • Ciao Rossella,
      Proprio per quello che sostieni anche tu, credo che il ruolo dei nonni possa/debba essere diverso da quello di una baby sitter. L’impatto emotivo dell’amore dei tuoi familiari – quindi anche e soprattutto dei nonni, se ci sono – non e’ paragonabile a quello di nessun estraneo a quella età. E tutto questo non e’ certo in discussione.
      Altro discorso può riguardare la capacita’ o possibilità di accudire a tempo pieno bimbi molto piccoli, qui in alcuni casi mi azzarderei a dire che anche tutto l’amore del mondo, in alcune circostanze, potrebbe non essere sufficiente a garantire tutti gli stimoli giusti di cui un bambino ha bisogno per crescere. Quindi si tratterebbe di sommare ai nonni qualcuno di più “specializzato”, non certo di toglierli dalla vita dei nipotini.

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      • Il tuo punto di vista è pienamente condivisibile! E poi oggi il concetto di famiglia è da considerare in relazione ad una società diversa da quella in cui siamo cresciute noi. Oggi ci sono più pericoli e molta diffidenza tra gli uomini. Non sarebbe possibile pretendere dai nonni un tale sacrificio! Poi nella stragrande maggioranza dei casi i bambini sono polli d’allevamento nel senso che quando rimani in casa con loro li metti davanti a un video o a un PC e sei tranquillo perché in quello non vedi pericolo. Al supermercato c’è un parcheggio apposta per loro e anche lì non hai problemi. Nessuno li coinvolge nella spesa perché “scassano” e di brutto e non c’è tempo perché siamo tutti di fretta! Basta che non sporcano in casa e non parlano col bambino della coppia di vicini che hanno appena traslocato sul tuo pianerottolo ci sentiamo soddisfatti. Oggi un bambino coltiva moltissimi interessi furi casa fin da piccolo e lo fa da adulto in miniatura. Io giocavo nel cortile del mio palazzo con i bambini dei miei vicini di casa. Giocavo a calcio, a nascondino ma non andavo in ludoteca per fare tutto questo. E’ chiaro che i nonni in questo tipo di realtà potevano interagire con più padronanza! Adesso le case si svuotano e anche i cortili. I nostri bambini hanno meno fantasia e meno allegria in volto. In strada sono tutti molto cupi e in casa non fanno chiasso, non senti mai ridere e mai nessuno che ti chieda di passargli la palla! Io in casa ero disordinata e una volta ho imbrattato l’intonaco del palazzo perché mi sono dimenticata i pennelli sul balcone. Ho imparato fin da piccola a coltivare la mia solitudine attraverso la scrittura, il disegno e tanti piccoli giochi manuali che potevano andare dalla realizzazione di vestiti fino all’elaborazione di cosmetici passando per l’invenzione di un canale televisivo. Questo non mi ha tolto la gioia e non mi sento inferiore ad un bambino d’oggi! Ho sempre avuto una vita sociale fin da bambina perché i miei avevano un bar e quindi il contatto con la gente non mi è mai mancato… però tutto ruotava intorno alla mia famiglia! Oggi i nonni sono destabilizzati da questa vita e hanno paura di fare i nonni… sicuramente nessuno vuol fare da balia al nipote: chiedeteglielo e vi risponderanno che non si sentono all’altezza di un tale impegno e non sarebbe giusto dargli una tale incombenza! Basterebbe non segnare gli spazi e considerare la vita come un unico flusso vitale. Si può lavorare fuori casa e non smettere di essere umani! Tutti abbiamo diritto a realizzarci professionalmente e umanamente e poi i soldi ci vogliono per vivere. Però alle volte sarebbe bello trovare soluzioni che non rendano anche la famiglia una multinazionale fredda e finalizzata a massimizzare i profitti! Ti chiedo scusa per questa digressione! Buona giornata 🙂

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